Il ridotto centrale - Forte Gisella

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Il ridotto centrale

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Il ridotto centrale è l’edificio destinato ad ospitare la guarnigione del forte composta da circa 350 uomini che durante la guerra del 1866 fu portata a 600.
Presenta una forma a “C” con un corpo centrale avanzante in corrispondenza all’ingresso e al corpo scala di collegamento al piano primo.
Il ridotto centrale pur sviluppandosi su due piani risultava comunque mascherato verso la campagna dai terrapieni (spalti) che ne garantivano un’adeguata protezione.
La copertura era costituita da un terrapieno erbato, come per il “tamburo di gola”, sostituito in epoche successive da un tetto in lamiera inclinato.
In origine il cortile antistante era chiuso da una muratura allineata ai fianchi del fabbricato, e collegato da due murature ortogonali al fronte di gola. Grandi portoni in legno consentivano l’accesso ai cortili interni, costituendo di fatto una ulteriore linea di difesa interna.
Il ridotto presenta ampie aperture solamente nel perimetro murario fronteggiante il cortile, in corrispondenza alle camerate della truppa e ai locali di servizio collegati.
Il fronte verso gli spalti, si presenta invece con un prospetto interamente costituito da muratura in conci di tufo a forma poligonale, in cui sono inserite sui due livelli numerose feritoie per consentire un’estrema difesa interna del forte.
La struttura si presenta rigorosamente simmetrica nella distribuzione dei vani, identica sui due livelli. L’impianto geometrico-modulare adottato nel fabbricato consente di ottenere spazi razionali, ben illuminati, aerati ed efficacemente serviti dal corridoio anulare.
Al piano primo vi erano le camerate della truppa mentre al piano terra trovavano collocazione i locali di servizio.
Salendo la scala al piano primo si incontra sulla destra i resti del locale latrina, ben visibile è il condotto centrale in ghisa. Proseguendo alla fine del corridoio sulla sinistra vi è la pompa per attingere acqua dal pozzo interno, a servizio di entrambi i piani.
Un lungo corridoio percorre tutto il lato del fabbricato rivolto verso gli spalti , la sua funzione è da un lato di consentire l’accesso alle varie camerate, dall’altro attraverso le numerose feritoie poste lungo il suo perimetro esterno consentire un nutrito fuoco di fucileria a difesa interna del forte.
I locali risultano separati gli uni dagli altri da muri trasversali, e nel contempo collegati da porte poste in posizione centrale al muro. La pavimentazione era in origine costituita da lunghe assi di Rovere di Slavonia poste su piccole travi in legno su un sottofondo di ghiaino, garantendo uno spazio salubre e privo di umidità per la vita collettiva. In ogni locale vi era una stufa, posta su basamento in pietra inserito nel pavimento in legno, sul muro sono ancora visibili i fori di ventilazione e scarico dei fumi .
Le finestre e le porte erano difese da robuste inferriate, i serramenti esterni erano in legno con apertura a battente e bancale in legno. Le porte interne in legno erano rivestite da lamiere di ferro.
Le volte a botte costruite in laterizio, sono poste sui muri interni ortogonali alle facciate, le cui murature erano costituite da conci di tufo grossolanamente sbozzati e collegati da letti di malta di calce.
Le pareti i soffitti era quindi intonacati e tinteggiati. Nelle parti in cui l’intonaco risulta caduto a terra a causa delle infiltrazioni di acqua piovana provenienti dal tetto si possono notare ancora le perfette geometrie di costruzione delle volte, l’accurata posa dei mattoni posti a “coltello” e comunque la perfetta messa messa in opera dei vari materiali.
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